Tera Tera Country House

Maser | TV | Italy - 2011

Housing | Privato | Maser | TV | Italy | In costruzione | 2011
Ricardo Lunardon | RAL - Radical Architecture Lectures | Ricardo Lunardon | Federica Ranchio |

Le direttive principali del progetto sono state sintetizzate in tre punti fondamentali:

  • la creazione di un nuovo locale di soggiorno, con annessi servizi igienici, e un locale-dependance autonomo, anche per quanto riguarda l’entrata;
  • una disposizione planimetrica che risponda alle esigenze familiari, alle soluzioni di sfruttamento delle energie rinnovabili e dei fenomeni naturali, come soleggiamento e ventilazione naturale, e le inquadrature sul paesaggio;
  • corretto equilibrio planivolumetrico e della disposizione di spazi ed arredamento secondo le regole Feng Shui, legato ai flussi dei campi elettromagnetici artificiali e delle forze telluriche che governano il luogo.

Uno dei riferimenti culturali principali è quello sopra citato del Feng Shui. Feng Shui nasce come disciplina cinese inerente la progettazione ambientale circa 3000 anni fa per lo studio e la ricerca della migliore localizzazione degli insediamenti umani, consente di adattare lo spazio antropico in cui viviamo e lavoriamo alla propria personalità ed alle attività che svolgiamo, rispettando le leggi naturali che armonizzano forme, elementi, materiali. Il feng shui pone l’attenzione sull’armonia ottenibile con la condizione di equilibrio in quanto un ambiente positivo influenza profondamente la qualità della vita di una persona, il suo carattere, la fortuna e la sua stessa salute. Questa dottrina implica degli accorgimenti anche in campo della progettazione degli spazi, dalla scelta del sito dell’abitazione, alla sua posizione, allo sviluppo planimetrico, alla scelta di materiali e colore, fino alla disposizione degli arredamenti. Questi concetti rimangono quindi un punto cardine per le scelte progettuali mirate alla soddisfazione del committente.

Altro riferimento importante è quello della casa tradizionale giapponese. Frutto di una lunga scuola filosofica e attenzione costruttiva, che parte da regole feng shui, la casa giapponese vede il suo punto di forza nel creare un ambiente fluido e funzionale anche nelle piccole metrature. La casa tradizionale giapponese, come del resto anche gli esempi di architettura contemporanea, è disegnata dall'interno verso l'esterno: l'esterno della casa si evolve dal disegno della distribuzione interna piuttosto che essere concepito per adattarsi a un rigido schema o a forme geometriche prestabilite. Pressappoco nello stesso periodo in cui Leonardo da Vinci sviluppò il sistema di dimensioni basato sulle proporzioni del corpo umano da utilizzare in architettura, gli artigiani e i costruttori giapponesi standardizzavano le dimensioni dei tatami (le stuoie di dimensioni normalizzate che coprono il pavimento), in 90x180 cm. Così, nelle case giapponesi ogni dimensione è in relazione al modulo del tatami. Al pari quindi del modello umanistico di Leonardo da Vinci e di quello giapponese, anche la proporzione di questa architettura può essere considerata di diretta derivazione dalle dimensioni del corpo umano. Lo spazio interno viene ampliato all’esterno con l’ausilio di patii da cui filtra la luce naturale, dalle verande e i corridoi che distribuiscono i movimenti interni ma che guardano sempre verso il paesaggio esterno. E la presenza dei giardini, siano essi giardini d’ombra o rivolti a sud. Il contatto tra uomo e natura, artificiale e naturale, deve esprimersi ai massimi livelli possibili nel sito di costruzione dell’abitazione. Questo ultimo punto è caratterizzante nella progettazione degli spazi del nuovo ampliamento.

In ultima analisi, concetti di Permacultura sono stati inseriti nelle scelte progettuali. La Permacultura, nata negli anni Settanta in Nuova Zelanda dalle concezioni di Bill Mollison e David Holmgreen tiene conto dell’attuale decrescita energetica attuata dal raggiungimento del picco del petrolio degli stati moderni, per i quali si prospettano tempi difficili se si ipotizza di poter sfruttare le energie non rinnovabili fino all’esaurimento delle scorte. In questo senso concetti di Permacultura servono a far capire (e attivare!) sistemi che tengano conto delle energie rinnovabili, del riuso, della diminuzione della produzione di CO2 in atmosfera. Si otterranno situazioni di architetture sostenibili che utilizzano un sistema economico sostenibile, utilizzando al meglio le possibilità che la Natura ci offrono, senza offenderlo. La metafora è quella dell’ulivo, che cattura l’energia del sole e dell’acqua piovana per crescere ed alimentarsi, e restituisce all’atmosfera “che lo ospita” ossigeno e anidride carbonica. Ma produce anche i frutti, le olive, che se vogliamo sono un prodotto in più, un plus valore che l’albero dona a questo mondo, senza nulla chiedere in cambio. Così dovremmo essere noi, le nostre abitazioni e la nostra attività: utilizzare le risorse disponibili per poter vivere, lavorare e divertirsi, dando allo stesso tempo il nostro apporto all’ambiente che ci circonda.

In questo progetto si cerca sempre di mediare tra una concezione spaziale, dal fluido utilizzo degli ambienti, e una concezione culturale che l’opera architettonica necessariamente deve farsi carico. Perché ci si possa sempre mettere nelle condizioni di essere curiosi di quel che ci circonda, essere sorpresi del mutare del tempo e delle stagioni; essere consapevoli di partecipare al processo vitale della natura, dove ognuno ha il suo ruolo, persegue i propri scopi e cerca di realizzare i propri desideri. Ma cerca sempre e comunque un’armonia e un equilibrio che vanno al di là del semplice esistere qui e in questo momento.