POE Costalunga Housing

Marostica - VI - Italy - 2016

Housing | Privato | Marostica - VI - Italy | Idea | 2016
Arch. Ricardo Lunardon |

I sistemi costruttivi sono molto poveri ma anche molto efficaci, nel senso che utilizzano al massimo le potenzialità dei materiali impiegati. I sistemi compositivi sono apparentemente elementari, ma guardandoli più in profondità emerge che sono assai sofisticati; e quello che è più sorprendente è che la sofisticazione deriva da una sorta di istinto naturale. O, in altre parole, da una sedimentazione di conoscenze condivise.

I tracciati regolatori e gli abachi delle misure consentono di metterlo dove entra a far parte della logica compositiva originale. In un certo senso si progetta all'interno di un sistema genetico complesso.

Giancarlo De Carlo, tratto da Conversazioni con Giancarlo De Carlo. Architettura e Libertà, Franco Buncuga, 2000

 

L’ARCHITETTURA DEL CROSTACEO

L’edificio è, come diceva Le Corbusier, una macchina da abitare; ma come macchina ha bisogno di una certa qualità estetica, operativa e funzionale per poter essere dichiarata efficace per l’abitante. A questa funzionalità deve però essere garantita e interessata la funzionalità paesaggistica ed il rapporto con l’ambiente naturale esterno, garantendo agli inquilini alti standard di vivibilità, nonché una salubrità del vivere gli spazi familiari.

Per questo motivo, attraverso il concept degli edifici che hanno portato ad organizzare planimetricamente e volumetricamente gli spazi, si è cercato di seguire alcuni importanti “elementi progettuali” che definiscono il vero carattere di questo progetto in ambito collinare.

 

GEOGRAFIA. La geografia introduce un sistema di differenze nel progetto. In questo modo il nucleo di case si conforma al paesaggio, ne assume le forme, riuscendo a divenirne parte come se fosse lì da sempre, ma allo stesso tempo ne fa risaltare le qualità. Definisce nuovi scorci, punti di vista mediati dalle forme dell’architettura:

 

PORTICI. Mentre lo spazio di relazione comune, qui è la natura del luogo a richiederlo, è il limite fra l’architettura e il paesaggio, come un ballatoio urbano dall’andamento spezzato: una terrazza collettiva aperta al territorio. Si tratta di corridoi intesi non solo come passaggi ma anche come luogo di aggregazione, e dunque sovradimensionati, in alcuni casi delle vere e proprie stradine, con luoghi di sosta e punti per ammirare il paesaggio, a metà strada tra l’aperto e il chiuso, lo scoperto e il coperto, dove l’illuminazione da interna diventa di riflessa verso l’esterno da schermi effimeri, gli spazi comuni diventano corti e la sensazione prevalente è quella di passeggiare per le stradine scoscese di qualche borgo collinare.

 

EDIFICIO-CONTRADA. Gli edifici sono basati su una struttura che è data dall’organizzazione di attività comuni e private. La massa dell’edificio aumenta e aumenta lo spazio comune all’interno, collegato da un sistema ininterrotto di circolazione collettiva.

 

CLUSTER. Il cluster, letteralmente il “grappolo” è un aggregato di tipi architettonici dalle geometrie semplici che dà luogo a configurazioni complesse, un raggruppamento di unità che a sua volta è aggregabile in un unità più complessa. A. Smithson definisce “… il cluster, il grappolo, un’aggregazione intrecciata, complicata, spesso mobile, ma con una struttura ben determinata”. Si tratta di un sistema additivo, uno schema a dimensioni crescenti in funzione del numero di connessioni che in esso si stabiliscono, in cui il totale mantiene la struttura dell’elemento minimo, una struttura a-scalare che sembra apprendere dalle geometrie frattali il proprio comportamento.

Il modulo del tatami giapponese è la griglia ordinatrice.

 

WEB. Il web, la rete, è un sistema di strutturazione del luogo, in cui si prevede che le diverse attività comuni e private vengono collocate in un unico edificio ininterrotto. Si tratti di una sorta di maglia, che governa gli interventi su scala semi-urbana, e che solo in alcuni casi ha un andamento ortogonale o regolare. In altri casi è una struttura mobile, per niente rigida che si svuota, si apre, si chiude, affonda in cavità per riemergere, assume le forme del terreno se accidentato, creando un continuum di relazioni tra i vari ambiti che annoda, cercando di richiamare atmosfere e valori della città storica. Un sistema flessibile, che invece di modellare viene modellato dal contesto che incontra.

 

EDIFICIO E SOCIALIZZAZIONE. L’edificio si costruisce come successione di zone più comuni e pubbliche o più private, mai separate nettamente, ma organizzate in modo che è la stessa forma dello spazio a suggerire soglie fra usi più o meno collettivi: nel raccogliersi in rientranze delle pareti, nell’affondare in giardini, oppure nel dilatarsi in ampi porticati dalla lunga vista panoramica, dove sono il paesaggio e i panorami che riescono a dilatare lo spazio stesso.

I volumi sono articolati in modo tale da favorire il massimo della socializzazione, ma anche il massimo della privacy.

 

ORIENTAMENTO, ESPOSIZIONE E PANORAMA. Considerando i 14,5° come elemento essenziale per la progettazione paesaggistico-.architettonica e storico-ambientale del nostro territorio, il corpo di fabbrica ad est (Abitazione B) segue questo andamento della fronte, rispetto il decumano est-ovest. Il volume più ad ovest, riguardante l’Abitazione A a due piani, piega a 50° a sud-ovest, rispetto i 14,5°, ottenendo allo stesso tempo un ottimo soleggiamento ed anche il miglior inquadramento possibile sul panorama verso il Castello Superiore e la Pianura Veneta. Tramite la continuità degli elementi volumetrici, con un gesto di apertura dei coni visuali abbiamo allo stesso tempo la migliore esposizione solare e per la ventilazione naturale, nonché il miglior panorama possibile, e i giardini principali, gli spazi comuni e i portici tutti rivolti a sud.

 

IL CROSTACEO. L’edificio si svilupperà in più corpi di fabbrica, che avranno differenti quote di sviluppo, creando una serie digradante di piani panoramici e funzionali differenti. Molteplicità dei volumi, molteplicità delle funzioni.

 

CRINALE. La soluzione a più corpi di fabbrica, nonché la disposizione lungo il crinale, permettono al contempo di creare quella situazione “crostacea” tipica degli insediamenti rurali storici locali, sia sfruttando la pendenza si avrà il minimo sbancamento di terreno possibile.

 

COMPLETAMENTO DEL SEGNO ORDINATORE URBANISTICO. L’allineamento sud del giardino d’estate sostenuto dal muro in pietra lavorata a spacco, lungo il quale discende la strada agricola del fondo agricolo più a sud, è determinata dalla linea ipotetica di prossimità che determina il fronte comune a tutte le espansioni residenziali precedenti. Questa continuazione di segni ordinatori permette di chiudere il completamento urbanistico con una soluzione ordinata e composta, una “linea di fronte” che identifica lo stacco tra la zona residenziale e i campi coltivati a sud, sia tramite i muri di contenimento, sia eventualmente con il prosieguo della strada agricola verso est.

 

LA STRUTTURA DELLA CELLULA BASE. Nello studio delle “cellule base” dell’impianto plani volumetrico delle abitazioni rurali storiche si evince la ripetitività dello schema: due muri portanti con sezione maggiore ai lati ortogonali alle curve di livello, e privi di aperture, e chiusura degli altri lati con muratura più snella e dai materiali litici e laterizi variabili nella composizione, con la presenza della forometria principale.