La Rosina Restaurant

Marostica - Italy - 2018

Renovation, Restaurant, Commercial, Adaptive Reuse | Privato | Marostica - Italy | Completato | 2018
Arch. Ricardo Lunardon | Arch. Ricardo Lunardon - RAL Radical Architecture Lectures | Ricardo Lunardon, Stefano Aiti, Tommy Ilai, Nicolò Carlesso |

Industrial-tech raffinato per l’innovazione dell’accoglienza nella ristorazione

 

Il ristorante-hotel La Rosina è stato fondato nel 1917, durante la II° Guerra Mondiale. In vista del 2017 si prepara per i suoi 100 anni di storia, una tradizione di famiglia che si fonda sull'ospitalità, sul buon cibo e sulla valorizzazione dei prodotti locali e del territorio in cui lavora. Una realtà che già negli anni 90 è inserita nella Guida Michelin, con importanti riconoscimenti.

Il progetto tiene conto di 6 fattori fondamentali: l'apertura verso il paesaggio, l'accoglienza, l'insonorizzazione, l'illuminazione, l'efficienza energetica, i materiali dal sapore industrial-tech raffinato.

La valorizzazione del paesaggio sia esterno al locale, sia quello interno, è stata cercata attraverso l'apertura di viste trasversali del volume che creano profondità agli ambienti, e utilizzando la partizione di serramenti molto leggeri e traslucidi.

Il tema dell'accoglienza è stato sviluppato attraverso la ricerca di materiali e colorazioni emozionali, scelte in tonalità calde, e determinando contrasti materici che evidenziano ogni singolo intervento d'arredo. Gli spazi sono fluidi, collegati tra loro da serramenti dalle forme leggere, con ampie vetrate, in cui il visitatore deve avere la possibilità di spostarsi facilmente dall'esterno all'interno, e viceversa. Fluidità degli spazi, contatto costante verso il panorama, con il controllo della penombra che è la vera forza motrice della scenografia degli spazi, rimandi dell'architettura sia tradizionale che contemporanea giapponese, del Feng Shui e delle architetture contemporanee brasiliane, dove la luce dei tropici è sapientemente direzionata.

I controsoffitti delle sale da pranzo sono il risultato di una sfida tecnica che ha cercato di unire con eleganza e tecnologia tre diversi aspetti che in un ambiente di ristorazione sono una delle essenze fondamentali per condurre una esperienza culinaria di alto livello: l'insonorizzazione dei locali è stata realizzata tramite un controsoffitto fonoassorbente stampato digitalmente, molto leggero, integrandolo con un sistema di impianto VRV a climatizzazione multizona a volume di refrigerazione variabile, e l'impianto di illuminazione a LED a binario elettrificato che permette di variare la luce di un'intera sala di 200 metri quadrati con soli 240W di consumo energetico. Suono + raffrescamento + illuminazione in un unico pacchetto tecnologico integrato dalle linee pulite e discrete, che di per sé è molto razionale, ma permette una ampissima variazione nella conformazione degli spazi attraverso la luce e la possibilità di trasformare la sala da pranzo in una sala espositiva nel giro di pochi minuti.

La scelta dei materiali è ricaduta in colorazioni calde, soffici, abbinate a elementi dalle tonalità decise, materiche, come il bancone della zona bar, una lamiera intera piegata per realizzare il piano di lavoro. La pavimentazione è in gres porcellanato, dai chiari riferimenti industriali con la ruggine, il corten e le variazioni cromatiche. Il legno che compone le boiserie squadrate degli arredi è in rovere, pianta locale che conferma la volontà di ricercare l'appartenenza al territorio. I serramenti sia verso l'esterno che quelli interni sono in alluminio, internamente con vetro brunito per trasmettere contemporaneamente  leggerezza e privacy, mentre per gli esterni un serramento a doppio vetrocamera con vetro selettivo e pvb acustico per migliorare la trasmittanza e l'insonorizzazione degli ambienti.