Riqualificazione del Campanile dei Carmini

Venezia - Italia - 2008

Heritage | Parrocchia della Chiesa dei Carmini - Venezia - Italia | Venezia - Italia | Idea | 2008
Francesco Doglioni | Paola Squassina, Francesco Trovò | Ricardo Lunardon, Stefano Marin, Silvia Orso, Lisa Tessarollo, Eros Segato, Alice Balasso, Dario Pegoraro, Marco Cicia, Anna Ziero, Alessandra Ongaro |

Stabilità da fuori piombo

La Chiesa di Santa Maria Assunta o dei Carmini, ed il monastero annesso, si ergono nella zona compresa tra i rii di San Barnaba e di Santa Margherita.

L’anonimo architetto che progettò la fabbrica dovette trovare una soluzione che la inserisse naturalmente nel tessuto urbano già ben definito, e la trovò con l’idea di aprire un ampio portale laterale sul fianco dell’edificio. Tale portale dà accesso alla Chiesa, che fu fondata dai frati carmelitani nel penultimo decennio dei XII secolo (1286 è la data di inizio lavori). Lo stile della chiesa, completata solo nel 1348, è senza dubbio tipicamente gotica ma, a causa dei numerosi interventi successivi, ha subito delle modifiche. La pianta è di forma basilicale allungata, a tre navate con transetto e un presbiterio profondo ai cui lati sono state poste delle cappelle.

Nel 1514 la Chiesa subì un primo importante intervento che comportò il rifacimento della facciata, che oggi si presenta in forma rinascimentale, con un coronamento curvilineo a semicerchio in corrispondenza della navata centrale e a quarto di cerchio in corrispondenza di quelle laterali.

L’antico campanile posto accanto alla chiesa, che noi conosciamo grazie alle piante di Jacopo de Barbari, nel XVII secolo non era più ritenuto all’altezza di una così importante parrocchia, tanto che nel 1676 si decise di ricostruirlo, prevedendo di innalzarlo ulteriormente; autore del progetto fu Giuseppe Sardi. Durante la costruzione avvenne un incidente dovuto all’imperizia dell’imprenditore Pietro De Lorenzi, detto “lo Stortina”: il campanile, giunto all’altezza di 28 metri, cominciò a pendere paurosamente. Il sardi, con un geniale espediente riuscì a raddrizzarlo impressionando molto la popolazione, la quale, tramite i suoi rappresentanti, volle ringraziarlo pubblicamente affiggendo una lapide ad imperitura memoria.

Giuseppe Sardi compì qui la sua ultima opera e quando morì trovò sepoltura proprio nella Chiesa dei Carmini.

Il progetto prevede lo studio stratigrafico della fabbrica del Campanile, nonché il suo progetto di recupero e stabilizzazione, nonché uno studio sulla previsione delle del metodo delle operazioni di raddrizzamento da parte del Sardi.