Rust Dreaming Bathroom

Marostica - VI - Italy - 2018

Interior Design, Industrial-tech, Renovation | Privato | Marostica - VI - Italy | Completato | 2018
Arch. Ricardo Lunardon | Tommy Ilai |

Scenografia, magia e penombra nei bagni di un ristorante

 

In verità, non esistono né segreti, né misteri: tutto è magia nell’ombra. Prediligiamo la patina del tempo, ben sapendo che è prodotta da mani sudate, da polpastrelli unti, da depositi di molte stagioni; la prediligiamo per questo lustro, e quegli scuri menti, che ci ricordano il passato, e la vastità del tempo.

Junichiro Tanizaki, Libro d’Ombra, 1935

 

Anche i sogni, quei rebus nascosti nel profondo, possono giungere a noi, in frammenti, evidentemente, attraverso barlumi intermittenti, come altrettante ‘immagini-lucciole’.

George Didi-Huberman, Come le lucciole. Una politica delle sopravvivenze, 2009

 

Documentare la natura. Interpretare la natura. Sentire la natura.

Ioannis Schinezos, fotografo naturalista. 2018

 

Non andare dove conduce il sentiero; và invece dove il sentiero non c’è e lascia una traccia.

Ralph Waldo Emerson, Condotta di vita, 1860

 

Da qui parte il racconto di questo spazio, composto di penombra, ruggine, lucciole, natura e sogni.

Ricardo Lunardon, 2018

 

“Fin da piccolo mi hanno sempre insegnato che, quando si è in viaggio e ci si deve fermare a pranzare in un nuovo locale, la prima cosa che bisognerebbe fare è quella di recarsi in bagno e vedere se tutto è in ordine, pulito, e profuma tutto di fresco. Sembra una stupidaggine invece non lo è affatto: come è il bagno, così sarà la cucina e tutto l’ambiente” – e questo fatto è una cosa che mi porto dentro da sempre.

Il fatto di dover progettare i bagni di un locale pubblico inserito nella Guida Michelin mi ha permesso di mettere in pratica un altro dogma: “E se non solo il bagno fosse bello, pulito, in ordine… ma ci aggiungessimo un tocco di magia?”

Queste sono state le due domande funzionali iniziali a questo progetto: nulla di più concreto.

Poi c’è il lato creativo, il lato architettonico, il lato pratico della progettazione degli spazi.

 

Lo spazio non è molto grande. Considerando il corridoio di ingresso e i bagni, non supera i 38 metri quadrati. Una grande vetrata permette di guardare il giardino d’inverno esterno. Uno dei due lavandini di ogni bagno è stato inserito in un’aiuola interna, che guarda e dialoga direttamente con lo spazio aldilà della vetrata. La pavimentazione e le pareti sono state realizzate in resina brown total look. Il concept prevedeva che dal pavimento emergessero i “box” dei bagni, come elemento di sorpresa per il visitatore. Così, partendo da un tubo di 12 metri utilizzato normalmente nei cantieri stradali per il passaggio dei sottoservizi, sono state realizzate 4 sezioni cilindriche che avrebbero costituito lo spazio dei bagni. La superficie ruggine del tubo si abbinava perfettamente al pavimento in resina marrone. Le porte sono state tagliate con il plasma, e fabbri esperti hanno realizzato la chiusura ermetica, blindandola acusticamente. Gli scarti di taglio del tubo sono diventati una fioriera per l’acero che si vede nel giardino d’inverno e l’insegna verticale del locale in esterno.

La luce all’interno di questo piccolo spazio, e con un impianto audio integrato, guida il visitatore verso una vera e propria scoperta. Dall’ingresso al corridoio di accesso una strip led nascosta a soffitto dà movimento e tridimensionalità a una delle pareti laterali lavorate con la resina materica. Due passi all’interno e si accendono le Ildflue Lamp, letteralmente “La Lucciola”, lampade disegnate da Ricardo Lunardon in acciaio inox e rame, verniciate di un color vinaccia, con la lampadina a cupola argentata che mette in vibrazione i colori caldi dei tubi e della resina brown.

Ma l’illuminazione interna dei cilindri dei bagni doveva sorprendere ancora, con un progetto di illuminazione mai visto prima. Un grande tamburo con tessuto termo-teso, largo quanto la sezione cilindrica interna, è la lanterna luminosa dello spazio privato. Luce calda e luce fredda vengono miscelate per creare in un loop di qualche decina di secondi il ciclo luminoso che compie il Sole durante una intera giornata. Il risultato è un mix alternato di effetti luminosi, molto delicati e sensibili, che aumentano l’effetto sensoriale dello spazio.

Uno dei due lavandini di ogni bagno è stato inserito in una aiuola interna, e guarda e dialoga direttamente con lo spazio esterno, e dove una “Lucciola” si posa dall’alto sulla testa del visitatore che osserva la vita all’esterno. Il lavandino ha una struttura in acciaio e doveva sembrare sospeso e leggero immerso nel verde.

Altri elementi scenografici sono i due grandi pannelli che rappresentano lavori sulla natura del fotografo greco Ioannis Schinezos, amico dell’architetto e famoso nel mondo per le sue foto naturalistiche. Qui il concetto si è evoluto con dettagli naturali che sono nella realtà vere e proprie opere d’arte; qui per la prima volta due sue fotografie sono state trasferite su pannelli in plexiglass stampato in digitale e utilizzate come “stabilizzatore scenografico” all’interno degli spazi.

È una continua tensione interno-esterno, luce-ombra, musica-profumi. Lo sguardo, la mente e il tatto in pochi metri quadrati vengono continuamente esposti a sollecitazioni contrastanti: la mente ti riporta in altri luoghi, in altri tempi, la mente viaggia. È un frammento di un sogno, è un anfratto della foresta amazzonica con le lucciole e i fusti di alti alberi, è una favola di un percorso all’interno di un bosco alla scoperta del mistero.

Qui la scenografia di un sogno è la matrice del tutto; e dove la luce, ovvero la penombra, è il metro di giudizio continuo delle sensazioni che si vanno ad incontrare ad ogni passo della scoperta di questo curioso luogo.

Penombra, matericità, acustica e insonorizzazione, utilizzo della musica per potenziare l’atmosfera, utilizzo della luce con ciclo circadiano per creare una sensazione di benessere, guidare nello spazio il visitatore attraverso luci a sospensione che come piccoli sogni luminosi prolungano in una realtà quasi da sogno quello che è il giardino d’inverno esterno. Chiari riferimenti ai tropici e alla cultura tradizionale giapponese. Lo Yin e lo Yang, dentro il bianco c’è sempre il nero, e viceversa. L’architettura e la progettazione degli spazi in interior design come la continua tensione degli opposti, in cui le sensazioni devono giocare un ruolo fondamentale. Dove tutti i sensi sono messi in moto e in continua stimolazione.