Chioggia Self Sufficient City 2012

Chioggia - VE - Italia - 2012

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Ricardo Lunardon | Ricardo Lunardon | Filippo Banchieri, Riccardo Peruzzo |

Chioggia 2012. Self Sufficient City. Immaginare l’habitat del futuro

Dare per ricevere, ricevere per dare.

Il concetto progettuale fondamentale è quello della resilienza. La resilienza è il principio per cui un sistema riesce a reagire in modo positivo a sollecitazioni provenienti dall’esterno, generando una nuova situazione di equilibrio.

La bibliografia, le letture e gli studi sul concetto di resilienza stanno prendendo piede più che mai nell’ultimo ventennio. Se ne parla perché si è consapevoli che importanti e catastrofici cambiamenti, che vanno dal clima, all’economia, all’esaurimento delle risorse, stanno aumentando, rischiando di portare al collasso interi ecosistemi e comunità, in tutto il mondo. Se ne parla in tematiche di sostenibilità, nelle scienze applicate, nella permacultura, perfino nelle leggi comunitarie europee e convegni internazionali, in progetti innovativi di nuove tecnologie, e nondimeno in architettura. Nella fattispecie, la comprensione dei meccanismi che regolano il sito di intervento sono fondamentali e necessari per poter elaborare un progetto unitario e consapevole.

La resilienza è presente in natura a tutti i livelli ecosistemici di flora, fauna e sostanze inorganiche; di terra, di mare, di aria. È presente più che mai in laguna, dove il pesce si adatta alle temperature dell’acqua, si sposta in base alla presenza di cibo, muore per colpa degli agenti inquinanti, migra in habitat più sicuri; l’avifauna migra in autunno per poi ritornare; le maree disegnano ogni giorno nuovi profili lagunari. E l’uomo si inserisce in questo contesto, sfruttando le possibilità ambientali favorevoli a lui, per vivere e lavorare. Ma non sempre produce comunità resilienti.

Prendendo in esame il caso di Chioggia, si è constatato quali possibilità poteva avere la comunità per poter essere la più ecoefficace possibile: in una visione futura si può pensare che costituisca una autonoma comunità resiliente e auto-rigenerante, che prende energia dall’ambiente circostante, senza offenderlo e seguendone i ritmi naturali.

Chioggia possiede 50'000 abitanti; utilizza quindi in media 10 milioni di litri di acqua all’anno; consuma 10'000 kW/h di energia; possiede una delle flotte pescherecce più organizzate d’Italia. Preleva dal mare e dalla laguna ingenti quantità di pescato, ricavandone un’importante tornaconto economico.

Il progetto che proponiamo si fonda su una visione, il quanto più possibile a breve termine, utilizzando le tecnologie disponibili, le risorse naturali presenti, e la creatività di questa comunità marinara. Proponiamo una Chioggia resiliente, dove la gestione delle energie delle attività umane rientrano in un ciclo quanto più sostenibile ed eco efficace. Dove la riorganizzazione dell’Isola dei Saloni permette di alzare la qualità di vita dei suoi residenti, propone luoghi e spazi dell’abitare contemporaneo che generino momenti di associazione, di tempo libero, di gioco, di incontro e di cultura. E che l’isola nuova, l’Isola di Sant’Isidoro, diventi l’apparato di sostentamento, di auto alimentazione, di produzione di una nuova economia, di nuova occupazione lavorativa futura per una città di 50'000 abitanti riorganizzata e auto-rigenerante. Si crea in questo modo un’economia (culturale, agricola, commerciale), nella fattispecie agricola, che va ben oltre quella locale, con l’esportazione di prodotti tipici, già riconosciuti a livello regionale e internazionale da marchi dop e igp.

Una comunità attiva, intelligente e creativa, che vive in un rapporto osmotico con l’ambiente naturale lagunare. Dare per ricevere, ricevere per dare. Le comunità del XXI secolo sono pronte per far parte in maniera più consapevole di questo Pianeta che non è destinato a crescere e rigenerarsi all’infinito. È delicato, vulnerabile, estremamente complesso; ma soprattutto ci fornisce un grande insegnamento: è resiliente. Questa è la nostra visione per Chioggia nel futuro prossimo.