Il Suolo tra le CA.SE.

Cese di Preturo - L'Aquila - Italia - 2009

Lanscape, Urban Renewal | Comune de L'Aquila | Cese di Preturo - L'Aquila - Italia | Idea | 2009
Ricardo Lunardon | Ricardo Lunardon | Stefano Marin | Laura Balasso, Elisa Dalla Mora, Iole Marchetti, Federica Ranchio, Ilaria Zanon |

Assi tecnologici. Funzioni esplose.

Tutti noi conosciamo l’urgenza che una situazione inaspettata come quella del terremoto d’Abruzzo del 6 Aprile 2009 e le successive scosse ha prodotto non solo a livello nazionale, ma internazionale. Nazionale perché comunque è un’urgenza del nostro Paese ridare alle migliaia di sfollati un tetto, una vita dignitosa, una nuova identità ormai perduta, avendo perso in pochi minuti tutto quello cui si possedeva. Risonanza internazionale perché la concezione sismica degli edifici presuppone una conoscenza ed un’applicazione ormai globale.

Nell’ottica di un tempestivo apporto materiale, con idee progettuali, proposte, nuove prospettive sinergicamente collegate, si forma così questo Workshop veneziano, dove gli architetti Pepe Barbieri ed Alberto Ulisse, entrambi abruzzesi, si sono cimentati nella ri-definizione del nuovo nucleo abitativo di una delle frazioni colpite del comune de L’Aquila: Cese di Preturo. Essendo già state definite le posizioni delle piastre antisisimiche nel terreno della nuova lottizzazione, al workshop il compito di definire gli sviluppi futuri dei servizi, della viabilità, dell’apporto dell’agricoltura locale, delle attività di svago.

A Ricardo Lunardon il compito di dirigere il team di progettazione di 15 architetti per la stesura del nuovo Masterplan della nuova Cese di Preturo. Il progetto prende in considerazione tre diverse istanze che costituiranno l’ossatura del nuovo sistema di servizi integrato tra la zona residenziale che verrà a costituirsi: 1) l’istanza agricola, in un’ottica di auto sostentamento; 2) l’istanza commerciale, dove i negozi di prima necessità verranno localizzati; 3) l’istanza tecnologica-commerciale-attrezzata, ossia degli spazi ad uso collettivo, gli spazi maggiormente ad uso pubblico, multiuso, e la predisposizione di spazi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Da queste tre istanze nascono tre diversi segni nel territorio; tre assi che corrispondono alle differenti funzioni, integrati e interconnessi l’uno con l’altro. Un flusso continuo e dinamico delle azioni della vita umana: residenza, sussistenza, commercio, svago, istruzione. Per ogni asse tecnologico saranno pensati gli edifici di emergenza che serviranno allo svolgimento delle attività connesse. Edifici caratterizzati da moduli, da elementi ripetuti, facili nel montaggio, così da permettere una più rapida costruzione. Il tutto senza dimenticare l’istanza architettonica e del design funzionale. Oltre agli edifici di emergenza che costituiranno momento di progetto, andava pensato il terreno come elemento stesso della progettazione. Architettura a zero cubatura come direbbe Carlo Aymonino. Un terreno malleabile, modificabile, plastico, che può costituire esso stesso elemento di design urbano, come ad esempio il grande terrapieno che protegge le zone residenziali dalla tangenziale trafficata; le terrazze nella zona agricola, i diversi dislivelli che costituiscono il camminamento nell’asse attrezzato multiuso a codice a barre. Il tutto coordinato da un progetto di masterplan unitario che darà le direttive su tutti i singoli sottoprogetti, lavorando all’unisono, con ibridazione di tutti i lavori dei diversi gruppi che hanno composto il team.