Il Bisogno di Abitare

Mendrisio - Svizzera - 2007

Design, Happening | USI Mendrisio - Accademia di Architettura | Mendrisio - Svizzera | Completato | 2007
Ricardo Lunardon |

 

Apparente Antigravità

Il “Bisogno di abitare”, o il bisogno di sentirsi protetti in un luogo sicuro, è sicuramente uno dei caratteri che hanno contraddistinto l’esistenza dell’uomo, da sempre.

Le grotte furono uno dei primi rifugi dell’uomo e alcune di esse restarono certamente a lungo sede di culti arcaici, nonché luoghi difensivi come le città rupestri o ancora luoghi di svago come potrebbero essere le terme.

È entusiasmante vedere come un materiale compatto come può essere la roccia, possa celare al suo interno cavità così definite ed equilibrate: un grande vuoto inserito in un apparente pieno. Inevitabilmente qui colpisce il fatto di come la forza di compressione, caratteristica in tutto l’«organismo caverna» rimanga magistralmente in equilibrio. Ogni elemento di questo luogo, da terra, gioca un ruolo fondamentale e di sostegno per tutta la mole che si staglia sopra. Il peso che grava dall’alto è impressionante ma nonostante tutto non è difficile incontrare “esili” colonne di corrosa roccia, che prendono il posto di un’intera parete.

La piccola installazione che abbiamo presentato è solo un anfratto di grotta: colonne corrose dal tempo e dall’acqua, di varie dimensioni, sembrano nascere dal terreno, dalla stessa roccia di cui è formato il pavimento, per poi salire sino alla copertura, aprendosi alla sommità come se volesse sostenerla, creando un continuum materiale. Qui è evidente il rapporto tra le diverse forze che entrano in gioco: la copertura massiccia, imponente, è retta da colonne con diametri variabili, sia snelle sia tozze, entrambe in grado di scaricare il peso a terra e di sorreggere tutto il peso proveniente dalla copertura che ricopre l’intera superficie.

Le colonne, formate da dischi sovrapposti rispettivamente di 45 e 22,5 cm di diametro, alte 2,10 metri, sono state disassate man mano che salgono, per evidenziare la naturalità dell’elemento roccia, e per dar loro maggiore plasticità. La copertura è stata pensata come elemento monolitico, alto 40 cm, disassato pure lui nella sua composizione, sempre per soffermarsi sulla sensazione di architettura organica e movimentata.

Strutturalmente, l’elemento copertura, con la sua mole così imponente, vuole essere contrastato dalle snelle colonne che riescono comunque a mantenere in grande equilibrio l’intera struttura. Tutta l’architettura si presenta armoniosamente in equilibrio nonostante le differenti volumetrie e resistenze strutturali che gli elementi di copertura e di sostegno posseggono.